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Avevo previsto di passare a San Pablo de Olivença tre giorni fino a lunedi 7 maggio, peró Padre Marcelo giá alcuni giorni fa mi aveva avvisato che la prossima lancia che puó portarmi a Tefé sarebbe passata solo il martedi. Dopo quattro giorni di gioiosa permanenza, faccio lo zaino e la valigia (che non si svuota mai, ma diventa sempre piú pesante) e dopo un pranzo anticipato, verso mezzogiorno vengo accompagnato al porto. La lancia arriva puntuale all’una e non mi sarei mai aspettato di fare un incontro speciale¬: il vescovo della diocesi, dom Adolfo Zon, il quale viaggia da Tabatinga fino a confini della diocesi, per incontrare parroco e parrocchia di Tonantins. Vivo con lui alcune ore di viaggio, poi io proseguo fino a Tefé, dove arrivo alle ore 4 del mattino, dopo 15 ore di lancia veloce.
Mi accoglie padre Valdemar, amico di padre Marcelo, nella casa diocesana dove abita il vescovo con alcuni preti, ma dove ci sono anche alcune stanze per accogliere i preti di passaggio, soprattutto gli stessi preti diocesani, le cui parrocchie si trovano a molte ore di barca dal centro della diocesi. Mi accompagna nella mia stanza, mi offre un caffè e mi propone la messa nella Cattedrale alle 6h30. Gongolo perché cosí ho almeno altre due ore di sonno, ma mi avvisa che devo spostare le lancette di un’ora perché mi trovo in un altro fuso orario, quello di tutto il Brasile (mentre Tabatinga ha ancora quello di Colombia, Perú ed Ecuador): non sono le 4h30, bensí le 5h30. Infatti si intravvedono i primi bagliori dell’alba. Buona giornata!
Dopo la messa faccio colazione assieme a due preti ed al vescovo Fernando Barbosa, il quale la sera prima era arrivato da Manaus in barca e si apprestava a partire per una parrocchia lontana, a 7 ore di barca. Pur sapendo che rimango solo due giorni, mi invita a sentirmi a casa ed a chiedere qualsiasi cosa di cui abbia bisogno. Cosí parliamo delle realtá della cittá e della diocesi che potrei visitare.
Con l’aiuto di padre Helio visito la città e la casa vocazionale. Di sera visito il quartiere periferico di Fatima e celebro la messa della novena assieme ai padri francescano conventuali. Con il padre Joaquín, visito anche il carcere di Tefé. Inoltre, vado al porto per fare il biglietto del tragitto fluviale Tefé~Manaus, e cerco di capire quante ore di barca mi aspettano, soprattutto per avvisare a che ora ed in quale porto di Manaus gli amici preti missionari della diocesi di Treviso dovranno venire a prendermi.

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Había planeado mudarme a San Pablo de Olivença tres días hasta el lunes 7 de mayo, pero el padre Marcelo ya me advirtió hace unos días que el próximo lanzamiento que me lleve a Tefé solo habría pasado el martes. Después de cuatro días de estancia feliz, hago la mochila y la maleta (que nunca se vacía, pero se vuelve cada vez más pesada) y después de un almuerzo temprano, alrededor del mediodía me acompañan al puerto. La lanza llega puntualmente a la una y nunca habría esperado hacer una reunión especial: el obispo de la diócesis, Dom Adolfo Zon, que viaja desde Tabatinga hasta las fronteras de la diócesis, para encontrarse con el párroco y la parroquia de Tonantins. Vivo con él algunas horas de viaje, luego continúo a Tefé, donde llego a las 4 de la mañana, luego de 15 horas de lanzamientos rápidos.

El padre Valdemar me recibe, amigo del padre Marcelo, en la casa diocesana donde el obispo vive con algunos sacerdotes, pero donde también hay algunas salas para dar la bienvenida a los sacerdotes que pasan, especialmente a los sacerdotes diocesanos, cuyas parroquias están a muchas horas de distancia barco desde el centro de la diócesis. Me acompaña a mi habitación, me ofrece un café y me ofrece misa en la Catedral a las 6:30. Gongolo porque tengo al menos otras dos horas de sueño, pero me advierte que tengo que mover las manos de la hora porque estoy en otra zona horaria, la de todo Brasil (mientras que Tabatinga todavía tiene la de Colombia, Perú y Ecuador) : no son las 4:30, sino las 5:30. De hecho, se vislumbran los primeros destellos del amanecer. Que tengas un buen día!

Después de la misa, desayuno con dos sacerdotes y el obispo Fernando Barbosa, que la noche anterior había llegado desde Manaos en barco y se preparaba para partir hacia una lejana parroquia, un bote de 7 horas. Aunque sé que solo me quedaré dos días, él me invita a sentirme como en casa y pedir todo lo que necesita. Entonces hablamos sobre las realidades de la ciudad y la diócesis que podría visitar.

Con la ayuda del Padre Helio visito la ciudad y la casa vocacional. Por la tarde visito el suburbio de Fátima y celebro la misa de la novena junto con los padres conventuales franciscanos. Con su padre Joaquín, también visito la prisión de Tefé. Además, voy al puerto para tomar el billete ruta del río Tefé ~ Manaos, y trato de averiguar cuántas horas en barco a la espera de mí, sobre todo para advertir a qué hora y en el que el puerto de Manaus amigos sacerdotes misioneros de la diócesis de Treviso vendrá a recogerme.

Il lunedí sera, nel giorno della mia ultima presenza nel paese, Padre Marcelo mi invita a presiedere la Eucaristia (e non è un problema leggere in portoghese). Il problema è fare la predica! Cosí decido di prepararla in italiano e di usare il traduttore di Internet, contando poi di correggerla assieme a Marcelo. Invece per varie ragioni non ci siamo incontrati se non a pochi minuti dalla messa e l-ho letta cosí come il traduttore lha riportata.
Questi i miei quattro punti, che ho risontrato presenti nelle letture di oggi:

Navigare
scoprire
ospitalità
morire come testimoni del Vangelo

Le letture di oggi parlano della esperienza che in questi giorni sto vivendo. Per voi é normale navigare, ma per me no. Anche se vivo a 30 km da Venezia, la città sull’acqua, io non sono abituato a navigare. Così sto facendo l’esperienza di Paolo, anche se diversa: io posso solo conoscere diversi modi di vivere la fede nella unica Chiesa, Paolo invece queste chiese le ha fondate con la sua parola, il suo annuncio.

Scoprire: sí, questa comunità di Sao Paulo é per me una sorpresa. Finora scendendo i fiumi dell’Ecuador e dal Perú ho conosciuto, soprattutto in Amazzonia di Ecuador e Perú, comunità piccole, a volte timorose, divise, oppresse da altre religioni. Qui a Sao Paulo ho invece scoperto una comunità viva, attiva, partecipe, sorridente, generosa, aperta al volontariato o, come dice il Papa Francesco: comunitá in uscita. Dico la verità: vi immaginavo chiusi, isolati, invece siete molto aperti.

Ospitalità: siete ospitali. Chi arriva qui si sente bene accolto, amato, abbracciato. Quando va via, quando esce, sente nostalgia, ricorda con affetto e malinconia il dispiacere di non essere qui tra voi.
Testimoni: il motivo per cui sono qui é per arrivare da Ecuador a Manaus, dove un mio amico sacerdote é stato ucciso. Egli ha donato la vita per Cristo e per i cristiani: qui in Amazzonia, per la gente che vive qui, vivendo qui con voi, morendo qui per voi. Si chiama padre Ruggero. Ma testimone non é solo chi muore: testimone é chi, prima di morire, vive per testimoniare con la sua vita dei valori importanti, come il servizio, la giustizia, il lavoro, la dignità, il corpo, lo Spirito, la famiglia, l’amore, la fede, Dio.Testimoni in questa parrocchia per me sono il sacerdote, il missionario, la religiosa, il catechista, il lettore, il chierichetto, il cantore, il volontario che prepara da mangiare per tutti dopo la festa, chi organizza la festa del patrono. Sono i genitori, i professori, i giovani, i bambini: sono le persone felici che hanno Dio nel loro cuore. Grazie a tutti voi che in questi giorni siete stati per me testimoni di Cristo, con l’allegria nei vostri volti e nei vostri cuori. Grazie di cuore.

Un episodio curioso. Chi mi conoce bene, sa che spesso soffro di dissenteria, soprattutto quando sono in viaggio, e questo è un lungo viaggio.
Avevo già preparato la predica che padre Marcelo mi aveva chiesto, allora volevo arrivare in chiesa per tempo per pregare un po’. Però mi viene uno stimolo intestinale e di corsa torno in canonica.Ma suono ripetutamente e nessuno mi apre. Allora torno verso la chiesa, chiedendo se c’erano bagni, ma mi dicono di no. Vedo arrivare la segretaria della parrocchia e le chiedo: ¡Baño, Baño! E mi risponde che non sa come aiutarmi, invitandomi ad aspettare dopo la messa. Invece io, non potendo più resistere, ritorno verso la canonica e incrocio una signora che mi aveva riconosciuto come sacerdote, e le chiedo se ha un bagno da prestarmi. La signora mi corregge: un vaso? un bañero? Senza capire bene, le dico di sí, così mi fa entrare e finalmente trovo un bagno dove mi posso servire.

Riesco comunque, dopo alcuni minuti, ad arrivare a messa appena iniziata, e padre Marcelo comunque mi invita a presiedere, anche perché dovevo fare la predica. Dopo la messa gli spiego il motivo del mio ritardo. E lui mi racconta ciò che gli aveva riferito la segretaria: «È arrivato il padre italiano e chiedeva insistentemente, qui davanti alla chiesa, di farsi il bagno. Forse era molto sudato. L’ho invitato ad aspettare dopo la messa, peró lui non mi ha ascoltato»! Morale del racconto: imparate bene alcune parole-chiave quando andate all’estero. Per esempio: bagno in spagnolo si dice «baño», però in portoghese si dice «vaso sanitario»!

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El lunes por la noche, el día de mi última presencia en el país, el Padre Marcelo me invita a presidir la Eucaristía (y no es un problema leer en portugués). ¡El problema es predicar! Entonces decido prepararlo en italiano y usar el traductor de Internet, y luego contarlo para corregirlo con Marcelo. Por otro lado, por diversas razones, no nos reunimos hasta unos minutos después de la misa y lo leímos como lo informó el traductor.
Estos son mis cuatro puntos, que encontré presentes en las lecturas de hoy:

navegar
descubrir
hospitalidad
morir como testigos del Evangelio

Las lecturas de hoy hablan de la experiencia que estoy experimentando en estos días. Es normal que navegues, pero no para mí. Aunque vivo a 30 km de Venecia, la ciudad en el agua, no estoy acostumbrado a surfear. Así que estoy haciendo la experiencia de Pablo, aunque sea diferente: solo puedo conocer diferentes maneras de vivir la fe en la única Iglesia, Pablo en cambio estas iglesias las fundaron con su palabra, su proclamación.

Descubre: sí, esta comunidad de Sao Paulo es una sorpresa para mí. Hasta ahora, en los ríos de Ecuador y Perú, he conocido, especialmente en la Amazonía de Ecuador y Perú, pequeñas comunidades, algunas veces temerosas, divididas, oprimidas por otras religiones. Aquí en Sao Paulo, por otro lado, descubrí una comunidad viva, activa, participativa, sonriente y generosa, abierta al voluntariado o, como dice el Papa Francisco: comunidades salientes. Digo la verdad: me imaginaba cerrado, aislado, pero eres muy abierto.

Hospitalidad: eres hospitalario. Los que llegan aquí se sienten bienvenidos, amados, abrazados. Cuando se va, cuando se va, siente nostalgia, recuerda con afecto y melancolía el pesar de no estar aquí entre ustedes.
Testigos: la razón por la que estoy aquí es para ir desde Ecuador a Manaos, donde un amigo mío fue asesinado. Ha dado su vida por Cristo y por los cristianos: aquí en el Amazonas, por la gente que vive aquí, viviendo aquí contigo, muriendo aquí por ti. Su nombre es el Padre Ruggero. Pero el testigo no son solo aquellos que mueren: el testigo es quien, antes de morir, vive para presenciar con su vida los valores importantes, como el servicio, la justicia, el trabajo, la dignidad, el cuerpo, el espíritu, la familia, amor, fe, Dios. Los testigos en esta parroquia para mí son el sacerdote, el misionero, el religioso, el catequista, el lector, el monaguillo, el cantante, el voluntario que prepara la comida para todos después de la fiesta, que organiza la fiesta del patrón. Son padres, maestros, jóvenes, niños: son las personas felices que tienen a Dios en sus corazones. Gracias a todos ustedes que en estos días han sido testigos de Cristo para mí, con alegría en sus rostros y en sus corazones. Muchas gracias

Un episodio curioso. Cualquiera que me conozca bien sabe que a menudo sufro de disentería, especialmente cuando viajo, y este es un largo viaje.
Ya había preparado el sermón que el Padre Marcelo me había pedido, así que quería llegar a la iglesia a tiempo para rezar un poco. Pero recibo una estimulación intestinal y vuelvo a la casa del párroco. Pero juego repetidamente y nadie me abre. Luego regreso a la iglesia, preguntándoles si había baños, pero me dicen que no. Veo llegar al secretario de la parroquia y le pregunto: ¡Baño, Baño! Y él responde que no sabe cómo ayudarme, invitándome a esperar después de la misa. En cambio, no pude resistir más, volví a la casa pastoral y encontre a una señora que me había reconocido como sacerdote, y le pregunté si tenía un baño para prestarme. La señora me corrige: ¿un jarrón? un bañero? Sin entender bien, digo que sí, entonces ella me deja entrar y finalmente encuentro un baño para usar.

Todavía me las arreglé, después de unos minutos, para llegar a misa recién comenzada, y el Padre Marcelo todavía me invita a presidir, también porque tenía que hacer el sermón. Después de la misa, explico el motivo de mi retraso. Y él me dice lo que el secretario le había dicho: “El padre italiano llegó y preguntó con insistencia, aquí en frente de la iglesia, para tomar un baño. Tal vez estaba muy sudado. Lo invité a esperar después de la misa, ¡pero no me escuchó! Moraleja de la historia: aprende bien algunas palabras clave cuando te vas al extranjero. Por ejemplo: el baño en español se llama “baño”, pero en portugués se llama “jarrón sanitario”.

Il mio pellegrinaggio continua, ma per facilitarne la comprensione ho pensato inserire una cartina per visualizzare l´itinerario (clicca sulla immagine della cartina per ingrandire). Sono partito dall Arbolito di Durán il 9 aprile, ovviamente in bus, viaggiando assieme a Ricardo Pin e Diego García, giovani collaboratori della parrocchia del Perpetuo Socorro di Durán. Ed in bus ci siamo spostati fino a Coca, dove terminano le carreggiate ed iniziano i fiumi. Da qui si continua quindi solo in barca o canoa o lancia, secondo le opportunitá ed i costi. Alla frontiera tra Ecuador e Perú, mi congedo da Riccardo e Diego e continuo da solo, conoscendo volta per volta nuovi amici, durante il viaggio fluviale e nei posti dove sono ospite.

Con l´aiuto di Dio prevedo di arrivare a Manaus il 15 maggio, accolto dai preti fideidonum diocesani di Treviso. Le date successive sono la mia previsione di viaggio. A Manaus termina l´obbligo di viaggiare per via fluviale, e potró viaggiare in bus per raggiungere gli amici preti padovani nella província di Roraima. Da Boavista mi aspetta invece l´aereo Che fará tappa a Rio de Janeiro e Lisbona, prima di atterrare a Venezia.

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Mi peregrinación continúa, pero para que sea más fácil de entender, pensé en insertar un mapa para ver el itinerario (haga clic en la imagen del mapa para agrandarlo). Salí del Arbolito de Durán el 9 de abril, obviamente en el autobús, viajando junto con Ricardo Pin y Diego García, jóvenes colaboradores de la parroquia del Perpetuo Socorro de Durán. Y en autobús nos trasladamos al Coca, donde las carreteras terminan y comienzan los ríos. Desde aquí continuamos solo en bote o canoa o lancha, dependiendo de las oportunidades y los costos. En la frontera entre Ecuador y Perú, me despido de Ricardo y Diego y continúo solo, conociendo a nuevos amigos, durante el viaje por el río y en los lugares donde me hospedan.

Con la ayuda de Dios, preveo llegar a Manaos el 15 de mayo, acogido por los sacerdotes fideidonum diocesanos de Treviso. Las siguientes fechas son mi pronóstico para La continuación del viaje. En Manaus, se acaba la obligación de viajar por el río y podré viajar en autobús para llegar a la provincia de Roraima, donde habitan mis amigos sacerdotes de Padua. Desde Boavista, cogeré el avión que despegará hacia Río de Janeiro y Lisboa para finalmente aterrizar en Venecia.

Para Ricardo: hoy he tenido grandes problemas con mi móvil y desde donde estoy, a 5 días de barco desde Manaos, no tengo ninguna oportunidad de usar ni Whatsapp ni correo electrónico. Solo me sirvo de Facebook para decir a todos que mi peregrinación continua, pero podré enviar fotos y mensajes solo cuando llegue a Manaus. Tiene que ser un problema relacionado con la batería de Huawei, he probado hacer como hiciste tú, ¡pero con mi saliva no funciona! (jajaja)

Questa frazione di viaggio, iniziata con il controllo minuzioso di tutti i bagagli di passeggeri e con il rischio di farli arrabbiare per tre foto azzardate (vedi articolo precedente, paragrafo -11), si conclude dopo 6 ore arrivando a Sao Paulo de Olivença, cittadina sulla riva del Rio delle Amazzoni.

Che sorpresa: mi aspetto un villaggio di pescatori, capanne di bambù, gente povera, qualche moto e molti a piedi, sapendo che questa cittadina non ha alcuna connessione stradale, solo e unicamente il fiume. Invece mi sembra di entrare in una città, mi viene in mente Cittadella, come se fuori della cinta muraria non si potesse uscire, se non per gravi ragioni: università, ospedale specializzato, emigrazione. Me dentro tutti stanno bene. Ho visto auto, banche, supermercato, e a livello di parrocchia ci sono gruppi giovanili, sagra del patrono, volontariato, un nugolo di chierichetti (coroinhas), gruppo lettori, ministro dell’Eucaristia, cantori. In questi giorni inizia la novena alla Madonna di Fatima ed ogni sera c’è la messa con la novena nella cappella di un quartiere vicino: é grande la partecipazione alla messa e dopo la messa agli spettacoli che ogni sera vengono proposti. Gente ben vestita, donne molto belle, famiglie unite, giovani sorridenti ed aperti, volontari che vendono i piatti locali, parrocchiani che si esibiscono coraggiosamente come cantanti e ballerini: nulla da invidiare alle nostre sagre! Ma qui siamo in mezzo all’ Amazzonia -mi dico- dove anche una televisione, un’auto, una mattonella o un rubinetto deve percorrere minimo tre giorni di barcone per arrivare qui!

Devo fare i complimenti al giovane parroco, padre Marcelo, 36 anni, brasiliano di Goias, fideidonum in questa diocesi da quasi due anni, per il suo entusiasmo, creatività, apertura e fiducia nella Provvidenza.
É aiutato a tempo pieno da un missionario laico, Tiago, 32 enne, della sua stessa diocesi.
Giusto stamattina si ritrovano con un grande problema da risolvere: la barca della parrocchia, con cui visita le circa 20 comunità sulla riva del fiume (riberinhas), é stata danneggiata da un tronco galleggiante, e si é riempita d’acqua attraverso la rottura. Non é facile trovare persone esperte per sollevare una barca tanto grande… solo si può contare sull’aiuto di un’altra barca più grande!

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Esta parte del viaje, que comenzó con el control meticuloso de todo el equipaje de los pasajeros y con el riesgo de hacerles enojar por tres fotos arriesgadas (ver el artículo anterior, párrafo -11), termina después de 6 horas llegando a Sao Paulo de Olivença, una pequeña ciudad en la ribera del río Amazonas.

Qué sorpresa: Un pueblo de pescadores, cabañas de bambú, gente pobre, algunas bicicletas y muchas a pie, sabiendo que esta ciudad no tiene conexión por carretera, solo y solo el río. En cambio, parece que entro en una ciudad, pienso en Cittadella, como si fuera de las murallas no pudiera salir, salvo por motivos graves: universidad, hospital especializado, emigración. Todo dentro de mí está bien. Vi autos, bancos, supermercados, y en el nivel parroquial hay grupos de jóvenes, fiestas patronales, trabajo voluntario, un enjambre de monaguillos (coroinhas), grupo de lectores, ministro de la Eucaristía, cantantes. En estos días la novena comienza en Nuestra Señora de Fátima y cada tarde hay misa con la novena en la capilla de un barrio cercano: la participación en la misa es grande y después de la misa en los espectáculos que se ofrecen todas las noches. Gente bien vestida, mujeres muy hermosas, familias unidas, jóvenes sonrientes y abiertos, voluntarios que venden platos locales, feligreses que se presentan valientemente como cantantes y bailarines: ¡nada que envidiar a nuestros festivales! Pero aquí estamos en el medio del Amazonas, digo, donde incluso una televisión, un automóvil, un azulejo o un grifo deben viajar un mínimo de tres días de barco para llegar hasta aquí.

Debo felicitar al joven párroco, el padre Marcelo, de 36 años, un brasileño de Goiás, fideidonum en esta diócesis durante casi dos años, por su entusiasmo, creatividad, apertura y confianza en la Providencia.
Él es ayudado a tiempo completo por un misionero laico, Tiago, de 32 años, de su propia diócesis.
Justo esta mañana se encuentran con un gran problema por resolver: el barco de la parroquia, con el que visitan las aproximadamente 20 comunidades en la orilla del río (riberinhas), fue dañado por un tronco flotante y se llenó de agua durante el descanso. No es fácil encontrar personas expertas para levantar un barco tan grande … ¡solo tú puedes contar con la ayuda de otro barco más grande!

Stamattina ho rischiato il carcere!
Dopo questi tre giorni a Tabatinga, prendo il mezzo per andare a San Pablo de Olivença, dove mi aspettano padre Marcelo e Thiago. É un motoscafo di línea, che ferma in molti piccoli villaggi e siamo dieci passeggeri.
Partiamo alle 8h, con mezz’ora di ritardo. Ma all’inizio di un viaggio ogni imbarcazione deve sempre passare e ormeggiare davanti alla polizia, per eventuali controlli e per ricevere il permesso di navigare. Ne avevo già fatto esperienza ad Iquitos, alla partenza per Pebas, ma lì é bastato solo ricevere il permesso, non c’è stato alcun controllo, altrimenti sarebbe stata un’eternità controllare i bagagli di almeno 150 persone e tutte le merci che sono state caricate sul barcone in almeno tre ore di carico.

Questa volta invece uno dei circa dieci poliziotti ci ha invitati a scendere dalla barca, a scaricare anche tutti gli zaini, valigie, carichi vari. E sulla piattaforma sono iniziati i controlli: hanno aperto tutte le valigie, tutti gli zaini, tutte le borsette. Ne ho approfittato per revisionare la mia valigia azzurra, che non apro quasi mai perché contiene solo regalo e qualche vestito. La poliziotta ha aperto tutti i sacchetti (rosari, crocette, portachiavi, quadretti), palpato tutti gli indumenti (anche quelli sporchi, seppur chiusi in un sacchetto), soppesato tutti gli oggetti per valutare se contenevano qualcosa di strano. Non ha rinvenuto nessun materiale sospettoso in nessuno dei nostri carichi.

Mentre facevano questi controlli ho scattato tre foto con il mio cellulare, in maniera non nascosta, ma sicuramente dissimulata. Un poliziotto se ne accorge e mi redarguisce in portoghese. Pur non capendo una parola, comprendo perfettamente il senso del suo rimbrotto. Mi riporta al suo superiore, indicando il mio cellulare. Il superiore mi invita ad aprire la galleria delle foto ed elimina egli stesso le tre foto che ho scattato ad alcuni soldati, che imbracciavano armi cariche durante i controlli. Mi perdonerete se quindi non ci sono foto che comprovano quanto sto raccontando e se non ho avuto il coraggio (o la stupidità) di scattarne altre dopo la romanzina!
In conclusione, difficilmente sarei andato in prigione per così poco, anche se un gringo come me, con barba lunga e sombrero, avrebbe potuto essere giudicato sospettoso dal più scaltro degli investigatori di Scotland Yard!

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¡Esta mañana arriesgué la cárcel!
Después de estos tres días en Tabatinga, tomo el vehículo para ir a San Pablo de Olivença, donde me esperan el padre Marcelo y Thiago. Es un barco a motor de la línea, que se detiene en muchos pueblos pequeños y somos diez pasajeros.
Salimos a las 8h, media hora tarde. Pero al comienzo de un viaje, cada bote siempre debe pasar y amarrar frente a la policía, para posibles controles y para recibir permiso para navegar. Ya había experimentado en Iquitos, al principio para Pebas, pero fue suficiente para recibir el permiso, no hubo control, de lo contrario habría sido una eternidad para comprobar el equipaje de al menos 150 personas y todos los bienes que se encontraban cargado en el bote en al menos tres horas de carga.

Esta vez, sin embargo, uno de los diez policías nos invitó a bajar del bote, para descargar también todas las mochilas, maletas y cargas. Y en la plataforma comenzaron los controles: abrieron todas las maletas, todas las mochilas, todos los bolsos. Aproveché la oportunidad para revisar mi maleta azul, que casi nunca abro porque contiene solo un regalo y algo de ropa. La mujer policía abrió todas las bolsas (rosarios, cruces, llaveros, cuadrados), palpó toda la ropa (incluso las sucias, incluso si estaba cerrada en una bolsa), pesó todos los objetos para evaluar si contenían algo extraño. No se encontraron materiales sospechosos en ninguno de nuestros cargamentos.

Mientras hacía estos controles, tomé tres fotos con mi teléfono celular, no ocultas, pero ciertamente disfrazadas. Un policía me avisa y me reprende en portugués. Aunque no entiendo una palabra, entiendo perfectamente el sentido de su reprensión. Él me lleva de vuelta a su superior, apuntando a mi teléfono celular. El superior me invita a abrir la galería de fotos y se elimina las tres fotos que tomé con algunos soldados, que portaban armas cargadas durante los controles. ¡Me perdonarán si es que no hay fotos que demuestren lo que estoy diciendo y si no tuviera el coraje (o la estupidez) para llevar a otros después del romance!
En conclusión, difícilmente iría a la cárcel por tan poco, ¡incluso si un gringo como yo, con una larga barba y sombrero, pudiera ser considerado sospechoso por los más astutos investigadores de Scotland Yard!

Un’esperienza davvero unica, non confermata né da foto né video (il cellulare era scarico). Dovete fidarvi delle mie parole. Ieri sera, suor Claudia delle Orsoline di Milano, dopo averci portato a mangiare la pizza, mi suggerisce di non perdermi lo spettacolo del ritrovo degli uccelli al tramonto nella piazza della Cattedrale di Leticia. Così oggi parto a piedi dalla casa episcopale di Tabatinga e, in 40 minuti, passando per il confine (che é senza controlli), arrivo alla Cattedrale giusto alle 17h30. Alzo gli occhi al cielo e vedo tanti uccelli che volano molto in alto. Poi dopo alcuni minuti, a folate, iniziano a scendere velocissimamente dentro gli alberi, come se dovessero schiantarsi. Scendono, alcuni si appostano, altri ripartono. Mai da soli, sempre come parte di uno dei tanti stormi, alcuni dei quali si incrociano, sembra si scontrino, ma mai alcun uccello viene ferito, né perde la traiettoria. Oltre a guardare le loro velocissime, repentine, splendide traiettorie, non posso non godere il loro canto fragoroso e quasi assordante. Rimango a guardare in alto, i rami dei 7 alberi del parco, che piano piano ospitano migliaia e migliaia di uccellini, che progressivamente riducono il volo e cercano un posto per la notte. Risultato, dopo un’ora di splendida visione ed ascolto: sono stato «baciato dalla fortuna» per ben quattro volte!

Una experiencia verdaderamente única, no confirmada por fotos o videos (el teléfono móvil fue descargado). Debes confiar en mis palabras. Ayer por la tarde, la Hermana Claudia de las Ursulinas de Milán, después de habernos traído a comer pizza, me sugirió que no me perdiera el espectáculo de los pájaros al atardecer en la plaza de la Catedral de Leticia. Así que hoy salgo a pie desde la casa episcopal de Tabatinga y, en 40 minutos, pasando por la frontera (que está sin controles), llego a la Catedral justo a las 17h30. Miro hacia el cielo y veo tantas aves que vuelan muy alto. Luego, después de unos minutos, en ráfagas, comienzan a descender rápidamente dentro de los árboles, como si fueran a estrellarse. Bajan, algunos acechan, otros se van de nuevo. Nunca solo, siempre como parte de una de las muchas bandadas, algunas de las cuales se cruzan, parece colisionar, pero ningún ave se lastima, ni pierde la trayectoria. Además de ver sus trayectorias rápidas, repentinas y hermosas, no puedo dejar de disfrutar de su canción estruendosa y casi ensordecedora. Miro hacia arriba, las ramas de los 7 árboles en el parque, que lentamente albergan miles y miles de aves, que gradualmente reducen el vuelo y buscan un lugar para pasar la noche. Resultado, después de una hora de maravillosa visión y escucha: ¡fui “besado por la suerte” por cuatro veces!

L’accoglienza é calorosa (in tutti i sensi) anche da parte dei due vescovi, sempre vestiti in maniera molto informale. È pur vero che qui tutti li conoscono, che il caldo umido si sente molto e che quindi ci si veste leggeri, che in una diocesi così vasta eppure ha solo 10 preti, non è affatto difficile individuare i vescovi. Il vescovo emerito é quasi sempre in pantaloncini e maglietta, perennemente in giardino e nell’orto: é molto amabile, lava sempre tutti i piatti dopo i pasti, si ferma a parlare con me, mi chiede di Padova e dell’Ecuador, e mi parla della situazione della Chiesa in questa parte di Amazzonia. Del resto anche dom Adolfo si comporta così: anzi, vedendomi deciso a ritornare a servizio nella diocesi di Padova, mi invita con insistenza a ritornare presto per una vacanza (magari lunga).

La bienvenida es cálida (en todos los sentidos) también por los dos obispos, siempre vestidos de una manera muy informal. También es cierto que todos aquí los conocen, que el calor húmedo se siente mucho y que luego se visten a la ligera, que en una diócesis tan vasta y, sin embargo, solo tiene 10 sacerdotes, no es difícil identificar a los obispos. El obispo emérito casi siempre está en pantalones cortos y camiseta, perennemente en el jardín y en el jardín: es muy amable, siempre lava todos los platos después de las comidas, se detiene para hablar conmigo, me pregunta sobre Padua y Ecuador, y yo hablar sobre la situación de la Iglesia en esta parte de la Amazonía. Después de todo, Dom Adolfo se comporta así: por el contrario, al ver que decidí regresar al servicio en la diócesis de Padua, me invita urgentemente a regresar temprano para unas vacaciones (quizás mucho).

Il viaggio di oggi verso il confine brasiliano é un viaggio di lusso perché, invece del barcone per le merci, viaggio praticamente in uno yatch di 300 persone, con prima e seconda classe, bar, bagni ed aria condizionata! C’era un’offerta allo stesso prezzo dei barconi merci più economici, con la differenza che, invece di 12 ore, si viaggia per 6 ore e così c’è tempo per fare le pratiche di frontiera. Padre Pawel mi obbliga a non rifiutare l’offerta ed approfittarne. Così ci abbracciamo, ci salutiamo e mi imbarco. Per fortuna erano solo sei ore, altrimenti sarei diventato un blocco di ghiaccio, tanto era bassa la temperatura provocata dai condizionatori. Purtroppo ho lasciato il giaccone nella valigia riposta nella stiva, e per giunta scopro che c’è il divieto di uscire sul ponte per motivi di sicurezza. Posso dire davvero che anche in Amazzonia ho patito il freddo!

Santa Rosa (Perú), Leticia (Colombia) e Tabatinga (Brasile) sono le località dove le linee di confine dei tre paesi si incrociano. In mezzo c’è però il Rio delle Amazzoni. Dal Perú bisogna attraversarlo, dopo aver messo il timbro di uscita nel passaporto. Tutto si fa via fiume, con l’assistenza di una piccola canoa che guadagna così qualche spicciolo, soprattutto dai turisti spaesati. Bisogna dire che i prezzi sono comunque molto bassi ed incomparabili con quelli di un taxi italiano. Così come gli alberghi, i ristoranti, le visite, i musei.
Dal porto di Tabatinga una moto mi accompagna alla casa del vescovo, inserendo la mia pesante valigia di traverso tra me e il motorista: così rimango aggrappato solo alla mia valigia, sperando in una guida prudente! Ma sono solo pochi minuti, perché arrivo e sono accolto dal vescovo emerito brasiliano e due preti Saveriani, uno di Villaverla e uno di Santa Maria di Sala. Poco più tardi conosco il vescovo titolare, dom Adolfo Zon, spagnolo di Orense, che mi dà l’accoglienza ufficiale.

El viaje de hoy a la frontera con Brasil es un viaje de lujo porque, en lugar de la barcaza de mercancías, viajo prácticamente en un grupo de 300 personas, con primera y segunda clase, bares, baños y aire acondicionado. Hubo una oferta al mismo precio que los barcos de mercancías más baratos, con la diferencia de que, en lugar de 12 horas, uno viaja durante 6 horas y entonces hay tiempo para hacer los trámites fronterizos. El padre Pawel me obliga a no rechazar la oferta y aprovecharla. Así que nos abrazamos, nos despedimos y me embarco. Afortunadamente solo fueron seis horas, de lo contrario me habría convertido en un bloque de hielo, la temperatura causada por los aires acondicionados era muy baja. Lamentablemente, dejé la chaqueta en la maleta de la bodega y, además, descubrí que hay una prohibición de salir al puente por razones de seguridad. ¡Realmente puedo decir que incluso en la Amazonia sufrí el frío!

Santa Rosa (Perú), Leticia (Colombia) y Tabatinga (Brasil) son los lugares donde se cruzan las líneas fronterizas de los tres países. En el medio, sin embargo, está el río Amazonas. Desde Perú tienes que cruzarlo, luego de colocar el sello de salida en el pasaporte. Todo se hace por el río, con la ayuda de una pequeña canoa que gana tan poco cambio, especialmente de los turistas desorientados. Hay que decir que los precios siguen siendo muy bajos e incomparables con los de un taxi italiano. Además de hoteles, restaurantes, visitas, museos.
Desde el puerto de Tabatinga una bicicleta me lleva a la casa del obispo, entrar en mi maleta pesada de lado entre mí y el ingeniero: me quedo por lo que sólo se aferran a mi maleta, con la esperanza para una conducción cuidadosa! Pero son solo unos minutos, porque llegué y fui recibido por el obispo emérito brasileño y dos sacerdotes Xaverianos, uno de Villaverla y otro de Santa Maria di Sala. Un poco más tarde conocí al obispo titular, Dom Adolfo Zon, un español de Orense, quien me dio la bienvenida oficial.

-15 Pebas

Visitiamo nella mattina, a 20 minuti di canoa, Pucaurquillo, un paese vicino dove vivono gli indigeni Bora ed i Witoto chi vendono anche i suoi propri artigianati.
Nella notte celebro la messa per un professore che va in pensione dopo di 31 anni di lavoro in Pebas.

Visitamos en la mañana, a 20 minutos de canoa, Pucaurquillo, un pueblo cercano donde viven los indígenas Bora y los Witoto, quienes también venden sus propias artesanías.
En la noche celebro la misa por un profesor que se jubila luego de 31 años de trabajo en Pebas.

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-16 Pebas

Benché si stesse abituando a dormire per la prima volta nella mia amaca, alle 4h30 dell’alba la barca arriva da Pebas. Qui mi aspetta l’amico polacco padre Pawel. Mi consegna una stanza dove torno a dormire. Ma alle 7h mi sveglia la musica emessa per gli oratori della Chiesa in tutta la Piazza. Alle 8h30 celebriamo la messa della comunità nella carina chiesa parrocchiale.

Quindi visitiamo il paese, accompagnati per i chierichetti: c’è l’originale dimostrazione di opere artistiche di Grippa, pittore di cognome italiano. Molto più mi interessa guardare dalla veranda il panorama di Pebas, circondato delle fiumi Amazzoni ed il suo fluente Ampiyacu.

Aunque me estaba acostumbrando a dormir en mi amaca por primera vez, a las 4h30 de la madrugada el barco llega a Pebas. Aquí me espera el amigo polaco padre Pawel. Me entrega un cuarto donde vuelvo a dormir. Pero a las 7h me despierta la música emitida por los parlantes de la Iglesia en toda la Plaza. A las 8h30 celebramos la misa de la comunidad en la linda iglesia parroquial. Luego visitamos el pueblo, acompañados por los monaguillos: hay la original muestra de obras artísticas de Grippa, pintor de apellido italiano. Mucho más me interesa mirar desde el mirador el panorama de Pebas, rodeado de los ríos Amazonas y su afluente Ampiyacu.

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