Aquí hay pocos funerales

Che giornata triste. Ho appena celebrato il funerale di un giovane papá di 33 anni. Da tre anni era ammalato di cancro, si era sottoposto a varie sedute di chemioterapia e per alcuni mesi era anche migliorato. Io l’ho conosciuto perché alcuni suoi vicini mi hanno invitato a portargli la comunione: era il piú giovane tra gli ammalati che ricevevano l’Eucaristia ogni primo venerdí del mese. Poi per un periodo ho smesso in quanto era decisamente migliorato, peró da circa un mese era di nuovo peggiorato notevolmente. Dieci giorni fa sono andato a trovarlo e stava molto male. Ieri suo papá é venuto a darmi la notizia della sua morte.
Mi considero fortunato, perché qui in Ecuador ho celebrato finora moltissimi battesimi e pochi funerali. Non capisco bene il perché. Anche qui ci sono nascite e morti: essendo un paese con molta gioventú, le morti sono molto inferiori alle nascite. Peró quest’anno avró celebrato almeno 40 battesimi e “solo” 5 funerali. In una parrocchia di 40 mila abitanti, 40 battesimi sono comunque pochissimi. In effetti, bisogna aggiungere anche i battesimi dei ragazzi del catechismo che non erano battezzati, una quarantina circa e prossimamente battezzeró anche piú di una decina di adulti che si stanno preparando. C’è peró una grande quantitá di persone o di famiglie che chiedono di essere battezzate in un’altra chiesa: o nel loro paese di origine (cosí da favorire la partecipazione dei tanti parenti) o (per i piú benestanti) in qualche piú rinomata chiesa del centro.
Resta il fatto che é ancora piú grande la sproporzione tra i battezzati ed i morti. Qui non é cosí obbligatorio chiamare il prete quando qualcuno muore. Ci sono le imprese funebri, che possiedono veri e propri complessi funebri, con camera ardente, cappella, cucina, bagni, stanze per riposare: ti offrono il loro pacchetto, ospitano la salma e ti danno tutto quello che chiedi. Generalmente, oltre al servizio di camera ardente, bara e loculo al cimitero, per chi lo richiede ti danno anche la “missita” (una piccola messa), celebrata ovviamente dal loro prete di fiducia nella cappella annessa alla sala di velazione dove si trova la salma. Quindi la chiesa parrocchiale ed il parroco sono facilmente scavalcati quando qualcuo muore: il prete viene avvisato solo in caso di conoscenza del defunto… e in alcuni casi neppure questo. In due anni mi é capitato piú di una volta di arrivare nella casa di un infermo per portargli la comunione mensile e sentirmi rispondere che é morto e l’hanno seppellito tre settimane prima! Avevo pronta sulla punta della lingua la mia reazione piccata: “Ma non vi sembrava cortese avvisare anche il parroco della parrocchia, che per molti mesi le portava la comunione?”. Mi calmava don Giuseppe: “Sono ecuatoriani. Qui funziona cosí”.
Certo non tutti possono permettersi queste costose o meno economiche imprese funebri, che chiedono da un minimo di $ 300 ad un massimo di $ 1000 o piú. Cosí i primi emigranti devoti di Carcelén Bajo, quando circa 20 anni fa hanno costruito la prima piccola cappella del quartiere dedicata alla Madonna del Cisne, hanno pensato opportunamente di costruire accanto anche una piccola ma dignitosa sala di velazione: cosí le famiglie piú povere, che non potevano permettersi una spesa tanto alta per pagare il seppellimento di un loro caro, potevano ricorrere alla parrocchia ed al gruppo dei volontari della cappella (i cosiddetti Priosti della Virgen) per usare ad un prezzo bassissimo ($ 100) la sala dove vegliare il loro caro.
Sará un caso, peró poche volte ho celebrato funerali di persone anziane. Sono emblematici gli ultimi tre funerali che ho celebrato, tutte persone abbastanza giovani: oggi il giovane papá di 33 anni, consumato dal cancro; il mese scorso un giovane di 18 anni, che durante la notte, forse un po’ brillo, aveva attraversato con alcuni amici una quebrada del barrio (un burrone che definisce il nostro quartiere) ed era scivolato giú, battendo la testa; due mesi fa, un bambino di 6 anni, da tempo malato di polmonite purtroppo trascurata o non ben curata.
Ad un italiano farebbe rabbrividire questa serie. Da ex parroco in due piccoli paesetti dell’altopiano di Asiago, me li ricordo ancora tutti i funerali di persone defunte in occasioni particolari, perché giovani o malate. Da missionario in Ecuador sono invece situazioni abbastanza normali, purtroppo, che fanno appena moderatamente notizia!

Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close